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Prepariamoci all’ora solare, forse per la penultima volta.

Ci siamo talmente abituati ai vantaggi dell’ora legale, che ci viene difficile capire le ragioni del dibattito attuale sulla sua abolizione. Anzi, diciamo pure che la vicenda ci coinvolge del tutto marginalmente, perché per noi è un non-problema. Prova ne è il fatto che la consultazione pubblica organizzata dalla Commissione Europea su questo tema, e cioè l’utilità o meno dell’ora legale, ha coinvolto 4,6 milioni di cittadini europei, di cui solo lo 0,04 per cento erano italiani. E’ pur vero che il sondaggio è stato effettuato in un periodo assolutamente impossibile in Italia, tra la fine di Luglio e l’inizio di Agosto, ma i numeri parlano chiaro. Tanto più che l’84% dei votanti ha chiesto apertamente l’abolizione dell’ora legale.

 

A spiegazione di questo risultato c’è un’analisi molto semplice da fare e da capire. Il vantaggio dell’ora legale, riassumibile in un minor consumo energetico e in una maggiore interattività sociale, non è equamente distribuito tra tutti i Paesi dell’Unione Europea, quelli cioè che aderiscono al patto dell’ora legale. Il vantaggio è soprattutto per le regioni dell’Europa Meridionale, molto meno per quelle del Nord.

Se prendiamo per esempio il nostro caso, quello dell’Italia, vediamo che nel giorno estivo più lungo, il 21 Giugno, grazie all’ora legale il sole sorge alle 5,30 e tramonta alle 21: se lo stesso calcolo lo parametrassimo all’ora solare, avremmo l’alba alle 4,30 e il tramonto alle 20. Se dunque al mattino il vantaggio dell’ora legale appare limitato, alla sera invece risulta notevole, perché di fatto si ha a disposizione un’ora di luce in più. Nei Paesi del Nord tuttavia d’estate il sole è presente per molte più ore, e quindi l’ora legale non fa che enfatizzare un fenomeno comunque esistente: a Helsinki (Finlandia) il 21 Giugno il sole sorge alle 4 circa e tramonta alle 22,50. Se ci fosse l’ora solare, tramonterebbe alle 21,50. Si tratta in ogni caso di 19 ore filate di luce, ma che grazie o a causa dell’ora legale diventano ancora più incombenti.

 

Una preponderanza delle ore di luce così incisiva sulla vita delle persone è sospettata di creare non pochi problemi di salute.

Sono ancora in corso in quei Paesi diversi studi al riguardo, ma è quasi accertato ormai che la minore propensione al coricarsi serale e la perdita effettiva in media di un’ora di sonno al giorno abbiano come conseguenza un eccesso di stress, anche se temporaneo perché legato al periodo estivo. Accertato poi che il risparmio energetico si è rivelato negli anni minore di quanto previsto, il problema acquisisce una rilevanza non trascurabile.

Per questo la Comunità Europea è alla ricerca di una soluzione, che possa consentire ai singoli Stati di programmare il passaggio all’ora legale secondo le proprie necessità, ovviamente nell’ambito di un accordo armonico per tutti. Sta di fatto che l’alternanza ora solare-ora legale così come lo conosciamo adesso verrà superata a partire dal 2019.

 

Questa fine di Ottobre, in particolare la notte tra il 27 e il 28 prossimi, al netto delle decisioni che prenderà in futuro il Governo italiano, sarà dunque con molta probabilità la penultima volta che dovremo mettere indietro le lancette dell’orologio per il ritorno dell’ora solare.

 

Ma l’occasione è comunque propizia per ricordare quali accorgimenti adottare per risentirne il meno possibile.

La sincronizzazione dell’orologio biologico ai nuovi orari è possibile con alcuni semplici accorgimenti. Prima di tutto occorre abituare l’organismo alle cadenze di ritmi precisi, come per esempio l’orario dei pasti e del coricarsi serale. Le giornate più corte, rese più evidenti dal cambio dell’ora, a causa della diminuzione della luce e del calore provocano la modifica di alcuni parametri fisiologici, come l’abbassamento della temperatura corporea. Il ritmo sonno-veglia viene disturbato così come l’umore, che può subire sbalzi inusuali. Gli impegni quotidiani e i cicli produttivi impongono all’organismo degli orari prestabiliti cui deve adeguarsi.

Insomma, l’autunno coincide con un periodo ricco di doveri, proprio nel momento in cui il nostro corpo avrebbe bisogno di una dose aggiuntiva di riposo. Ecco perché è consigliabile assecondare questa fase prestando maggiore attenzione al sonno e alle sue esigenze, seguendo semplicemente con più scrupolo i consigli che più volte abbiamo dato e che si possono facilmente trovare in queste pagine.

Ma non c’è da preoccuparsi, perché la crisi autunnale è fortunatamente transitoria e nella maggior parte dei casi si risolve spontaneamente, senza alcuna conseguenza sulla salute. In ogni caso vale sempre il consiglio di concedersi se possibile qualche ora di sonno in più nel corso della settimana.

 

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